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E.Z.L.N.Chiapas MEXICO

L’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (Ejército Zapatista de Liberación Nacional, spesso abbreviato in EZLN) è un movimento armato clandestino, di stampo anticapitalista, libertario e indigenista, attivo in Chiapas, lo Stato più meridionale ed uno dei più poveri del Messico.

Il più famoso portavoce dell’EZLN è stato il subcomandante Marcos, ritiratosi volontariamente dal suo ruolo di portavoce nel maggio 2014 “rinascendo” come subcomandante Galeano (in onore del maestro della Escuelita Zapatista Jose Luis Solís López “Galeano”, ucciso da paramilitari)[1]. Uno dei loro motti è Democracia, justicia y libertad.

L’EZLN si formò il 17 novembre 1983, ricorrenza tutt’oggi festeggiata. I suoi fondatori provenivano in parte da altri gruppi, tra cui alcuni combattenti e altri pacifici. Hanno fatto irruzione nel panorama nazionale e internazionale il 1º gennaio 1994, in concomitanza con l’entrata in vigore del NAFTA (North American Free Trade Agreement), noto in spagnolo come TLC (Tractado de Libre Comercio), un accordo tra Messico, USA e Canada per l’agevolazione delle attività commerciali tra questi paesi. Hanno più avanti dichiarato che il loro motto fosse “Aquí estamos!” (siamo ancora qui) riferito a una globalizzazione che, a detta loro, imponesse nuove regole non tenenti conto delle loro necessità più basilari. I combattenti indigeni, indossando passamontagna e fazzoletti per coprire il volto, hanno preso quel giorno sette comuni del Chiapas (San Cristóbal de Las Casas, Altamirano, las Margaritas, Ocosingo, Oxchuc, Huixtan e Chanal; avrebbero voluto prendere anche Tuxtla Gutiérrez, ma non la conoscevano abbastanza). Dal comune di San Cristóbal, il subcomandante Marcos ha letto la prima dichiarazione della Selva Lacandona, nella quale dichiaravano guerra al governo del Messico e annunciavano libertà, giustizia e democrazia per tutti i messicani che secondo loro ne avevano bisogno.

L’EZLN si oppone al neoliberismo e al sistema economico cui il Messico ha aderito dal 1982 fino ad oggi. La loro lotta però non inizia con la recente formazione dell’Esercito Zapatista, ma dura da 500 anni, identificandosi cioè con la più generale lotta dei popoli indigeni contro i conquistadores europei. L’EZLN deve il suo nome al rivoluzionario messicano Emiliano Zapata.

L’EZLN è un movimento formato sostanzialmente da indios discendenti dei Maya e ha l’obiettivo di affermare i diritti delle popolazioni native messicane. Tuttavia dai comunicati traspare anche una volontà di partecipare al movimento mondiale anti-capitalista e no-global per i diritti delle popolazioni native che abitano le terre colonizzate dai conquistadores. Si è dimostrato solidale non solo con gli altri popoli indios del Messico, che soffrono della mancanza dei più basilari diritti umani, ma anche con tutti i popoli oppressi del mondo. Tuttavia, come ha dichiarato Marcos durante un’intervista dopo la manifestazione allo Zocalo di Città del Messico, l’EZLN non si propone di fondare (o rifondare) una Internazionale che affronti tutti i numerosi problemi che il liberismo ha creato. Marcos dichiara che gli zapatisti sanno di non poter affrontare e tanto meno risolvere i problemi dell’intero Messico, pur essendo solidali con i movimenti messicani che lottano per i diritti degli indios – sempre che non siano, come a volte accade in Sudamerica, corrotti dal narcotraffico o utilizzino per il raggiungimento di questo scopo metodi che vessino la popolazione civile. Il limite che l’EZLN si è, in qualche modo, autoimposto (il rivendicare, cioè, i diritti per i popoli Maya del Chiapas), senza debordare verso un vago internazionalismo, sarebbe una lezione di vita per quelli che Luis Sepúlveda chiama “rivoluzionari da bar europei” e di saggezza per la profonda conoscenza e comprensione che gli zapatisti dimostrano di avere dei loro limiti politici, prima ancora che militari.

Il primo obiettivo politico dell’EZLN è la liberazione del Chiapas dal governo messicano, che i militanti zapatisti identificano con il mal gobierno: il governo messicano avrebbe svenduto alle multinazionali le risorse naturali del paese, costringendo gli indios in condizioni di vita inaccettabili.Per quanto riguarda il movimento no global, come ha dichiarato Marcos, “forse gli zapatisti sono stati i precursori”, hanno visto e riflettuto prima di ogni altro movimento sulle conseguenze che il liberismo ha sulle singole culture particolari.

Eccezion fatta per la prima insurrezione delle prime due settimane del 1994 e per la presa di alcune comunità poco tempo dopo, non si è a conoscenza di uso di azioni violente da parte dell’EZLN. Il movimento rifiuta l’uso dei normali canali politici offerti dal Messico, compresa la formazione di un partito politico o l’alleanza con un partito già esistente, partendo dal presupposto che queste modalità siano sempre state inutili agli indios se non dannose.