E.Z.L.N. Chiapas

Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

L’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (Ejército Zapatista de Liberación Nacional, spesso abbreviato in EZLN) è un movimento armato clandestino, di stampo marxista e indigenista, attivo in Chiapas, lo Stato più meridionale del Messico ed uno dei più poveri del paese. Il più famoso portavoce dell’EZLN è il subcomandante Marcos.

L’EZLN è un movimento formato sostanzialmente da indios discendenti dei Maya e ha l’obiettivo di affermare i diritti delle popolazioni native messicane. Tuttavia, dai comunicati, traspare anche una volontà di partecipare al movimento mondiale anti-capitalista e no-global per i diritti delle popolazioni native che abitano le terre colonizzate dai conquistadores.

Uno dei loro motti è “Democracia, justicia y libertad“. Gli zapatisti si oppongono quindi al neoliberismo e al sistema economico cui il Messico ha aderito dal 1982 fino ad oggi. La loro lotta però non inizia con la recente formazione dell’Esercito Zapatista, ma dura da 500 anni, identificandosi cioè con la più generale lotta dei popoli indigeni contro i conquistadores europei. L’EZLN deve il suo nome al rivoluzionario messicano Emiliano Zapata.

L’EZLN rompe con la tradizione dei gruppi rivoluzionari: eccezion fatta per la prima insurrezione delle prime due settimane del1994 e per la presa di alcune comunità poco tempo dopo, non si è a conoscenza di uso di azioni violente da parte dell’EZLN. D’altra parte, l’EZLN rifiuta l’uso dei normali canali politici offerti dal Messico, compresa la formazione di un partito politico o l’alleanza con un partito già esistente, partendo dal presupposto che queste modalità siano sempre state inutili agli indios se non dannose.

L’EZLN ha realizzato alcune proteste molto visibili, come la marcia che nel 2000 dal Chiapas è arrivata a Città del Messico, con conferenze stampa e incontri con la società civile (e alcuni partiti) ad ogni tappa. Fu un grande atto dimostrativo pacifico e gli incidenti furono quasi esclusivamente verbali. Questo approccio pacifico è una delle ragioni della longevità e della grande popolarità presso la popolazione civile.

Ideologia

Indubbiamente l’EZLN è solidale non solo con gli altri popoli indios del Messico, che soffrono della mancanza dei più basilari diritti umani, ma anche con tutti i popoli oppressi del mondo. Tuttavia, come ha dichiarato Marcos durante un’intervista dopo la manifestazione allo Zocalo di Città del Messico, l’EZLN non si propone di fondare (o rifondare) una Internazionale che affronti tutti i numerosi problemi che il liberismo ha creato. Marcos dichiara che gli zapatisti sanno di non poter affrontare e tanto meno risolvere i problemi dell’intero Messico, pur essendo solidali con i movimenti messicani che lottano per i diritti degli indios – sempre che non siano, come a volte accade in Sudamerica, corrotti dal narcotraffico o utilizzino per il raggiungimento di questo scopo metodi che vessino la popolazione civile. Il limite che l’EZLN si è, in qualche modo, autoimposto (il rivendicare, cioè, i diritti per i popoli Maya del Chiapas), senza debordare verso un vago internazionalismo, sarebbe una lezione di vita per tutti rivoluzionari da bar europei, come li chiama Luis Sepúlveda, e di saggezza per la profonda conoscenza e comprensione che gli zapatisti dimostrano di avere dei loro limiti politici, prima ancora che militari.

Il primo obiettivo politico dell’EZLN è quindi la liberazione del Chiapas dal governo messicano, che i militanti zapatisti identificano con il mal gobierno: il governo messicano avrebbe svenduto alle multinazionali le risorse naturali del paese, costringendo gli indios in condizioni di vita inaccettabili.

Per quanto riguarda il movimento no global, come ha dichiarato Marcos, “forse gli zapatisti sono stati i precursori”, hanno visto e riflettuto prima di ogni altro movimento sulle conseguenze che il liberismo ha sulle singole culture particolari.

La situazione in Chiapas è complessa. Il Chiapas è uno stato estremamente ricco di risorse (in particolare petrolio ebiodiversità) e la maggior parte dell’energia elettrica messicana viene generata proprio qui. Ciò nonostante, i popoli indigeni sono i più poveri di tutto il Messico. La liberazione a cui mirano gli zapatisti comprende anche il controllo sull’uso di tali risorse, il che non è ben visto né dal governo né dalle compagnie che le sfruttano, per esempio gli Stati Uniti.

Può considerarsi una formazione rivoluzionaria di ispirazione marxista.

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